Acqua salata e cloro, la Famiglia Addams, ancora vampiri ed elfi e hobbit - il raccolto di agosto 2025
un mese di tuffi al mare prima di tornare a scrivere, di libri da sistemare e di case a cui finalmente tornare
In lenta risalita dopo il baratro psicofisico di luglio, ad agosto ho avuto la fortuna di continuare a lavorare al prossimo libro nella casa al mare, alternando la scrittura matta e disperata a tuffi nell’acqua salatissima dello Ionio.
Ho letto molto, dedicando l’intero mese a letture di piacere (non riuscendo comunque a leggere l’ultimo di Sally Rooney, ormai ci ho rinunciato) e cruciverba, applicando per una volta il famoso adagio “ne parliamo a settembre” che sta ovviamente causando nel momento in cui scrivo queste parole (31 agosto, San Brunori) una valanga di impegni, mail, riviste da mandare in stampa, presentazioni da confermare e interviste da concordare (la prossima settimana incontrerò Mariana Enríquez al Festivaletteratura di Mantova e non vi dico l’emozione). Ma questo è il bello di settembre, il suo essere l’inizio di tutto, l’inizio di un sacco di cose nuove. Quest’anno più che mai. Ma ne parleremo.
Leggere
Lucy Undying
Una lunghissima fan fiction saffica del Dracula di Bram Stoker in cui Mina Murray è una stronza, Dracula un qualsiasi MBEB che ti dice che saresti più carina se facessi un sorriso e il vampirismo è diventato una questione di multi-level marketing. So che sembra una critica, ma in realtà, nonostante la prevedibilità degli eventi e il fatto che queste 450 pagine sarebbero potute essere 300, è stata una buona lettura svuotacervello tra una sessione di scrittura e l’altra. In più, alla fine della lettura ho scoperto che Kiersten White ha scritto anche un romanzo dall’evocativo titolo The Dark Descent of Elizabeth Frankenstein, e chi sono io per non metterlo subito in tbr?
Several People Are Typing
Poche cose mi annoiano terribilmente: gli inseguimenti in auto e le scene di lotta, a mani nude o con qualche arma che siano, le storie di corna, la grassofobia (purtroppo) esternata di chi ci tiene a farmi sapere che salterà la cena perché nel pomeriggio ha mangiato un gelato grosso così, le storie ad ambientazione corporate (no, non ho mai visto The Office, no non ci tengo a guardarlo per cambiare idea, sì, se fate una citazione da quella serie probabilmente la colgo la stesso perché non vivo in un vuoto pneumatico, no, la storia d’amore tra Jim e Pam è agghiacciante). Quindi me la sono andata un po’ a cercare, con questo romanzo (esordio di Calvin Kasulke) scritto tutto attraverso le conversazioni su Slack di un gruppo di colleghə di un’agenzia di comunicazione di New York, ma ero incuriosita dall’esperimento. Ora, tralasciando le chat dove parlano di lavoro e io mi sono ovviamente annoiata, la premessa (tizio che viene risucchiato dentro Slack mentre il suo corpo viene posseduto dallo Slackbot che vuole vedere un tramonto vero e non in gif) è interessante, ma portata avanti in maniera approssimativa, mentre la love story (che sarebbe anche stata carina) sfocia in un tripudio di problemi legati all’autonomia del corpo e al consenso quando suddetto corpo e la collegata mente si trovano in maniera temporanea in due luoghi diversi.
The Fellowship of the Ring
In quanto preadolescente più brava a scuola che nei rapporti interpersonali, il fatto che mi approcciassi a Tolkien in tenera età era un evento canonico estremamente prevedibile. Purtroppo, però, la mia caparbietà si è più volte scagliata contro la prosa inutilmente epica e fiorita di Vittoria Alliata di Villafranca e LotR è rimasta una delle poche storie che finora ho conosciuto e amato solo attraverso l’adattamento cinematografico. Ovviamente l’universo ha deciso che l’uomo con cui ho deciso di passare questa vita fosse stato plasmato dalle parole di Tolkien in tenera età (lui se l’è letto direttamente in inglese, eliminando il problema). Quindi un paio d’anni fa mi sono munita di paperback in lingua originale e abbiamo iniziato a leggerlo insieme. Lui ad alta voce in ebook, io accoccolata vicino a lui, seguendo il testo sulla mia copia. Abbiamo letto su svariati divani e letti, in montagna e al mare (perché è vero, il modo migliore per leggere Tolkien è in mezzo alla natura). Nel frattempo abbiamo cambiato molti lavori, ci siamo sposati, abbiamo accolto in famiglia un secondo cane, abbiamo litigato e fatto pace, ci siamo mancati quando siamo stati lontani e ci siamo stati sulle balle quando siamo stati troppo vicini per troppo tempo. Nel frattempo, siamo sempre tornati nella Terra di mezzo, riunendoci alla compagnia dell’anello, perdendoci tra i tunnel di Moria, addormentandoci al sicuro tra gli elfi a Rivendell e Lothlórien, e alla fine, nonostante io resti una sci-fi girl, sono riuscita a capire l’amore infinito che prova G. per questa storia e per il suo autore e, sì, è perfino riuscito a convincermi che ci sia un motivo sensato per passare tre pagine a descrivere gli alberi della foresta intorno al fiume Anduin.
No, non parlerò del libro, ci sono molte persone più titolate di me a farlo. Vi dirò solo che le parti che mi hanno colpito di più sono quelle poche pagine con protagonista Galadriel, e che ho appena messo in wishlist questo.
Cloro
Una volta superato lo scoglio (pun intended) del ritrovarmi a canticchiare questa ogni volta che prendevo in mano il libro, questa rilettura (prima lettura in italiano nella traduzione di Sara Bresciani per Mercurio Books) è stata un’ottima compagnia durante i pomeriggi al mare. Mi piace molto come Jade Song ha rielaborato la mitologia delle sirene, soprattutto come la fame, la violenza e la caparbietà nel raggiungere l’obiettivo che spesso si trovano nelle storie che vedono protagoniste queste creature siano qua usate per raccontare una storia di adolescenza (anche la sirenetta di Andersen era un’adolescente, è tratto distintivo di questo archetipo ragionare con il cuore, e non con la testa). Adesso però rendetemi la sirena bipede più felice del globo terracqueo e portatemi in Italia anche The Salt Grows Heavy di Cassandra Khaw, che è una novella in cui il sapore metallico del sangue sostituisce quello salato dell’acqua di mare, nonché la migliore rielaborazione sirenica letta negli ultimi anni (potete pure pubblicizzarla come retelling de La Sirenetta, se credete, e io sono pronta a esserne ambasciatrice ufficiale).
L’origine del Due
Durante l’ultimo SalTo, a un certo punto mi è stata detta la frase “retelling contemporaneo di Scilla e Cariddi”, e da lì è partita la mia quest per recuperare questo libricino di Arianna Cislacchi, edito da AUGH! Edizioni. Ho apprezzato molto la lingua, che rievoca quella mitologia a cui la storia si ispira, e che anzi avrei forse voluto ancora più spinta nell’utilizzo di epiteti e lessico formulare. Il primo capitolo mi ha ricordato l’incipit de Le nebbie di Avalon, e mi sono subito lasciata scivolare nelle acque insieme a Scilla. Avrei però voluto più parole, più pagine, più storia, perché l’equilibrio tra concretezza e oniricità, tra la solidità delle scogliere e la bruma che sale dal mare è sempre mantenuto ed è un peccato abbandonare così questə personaggə, che appena ci sono statə presentatə.
Guardare
The Naked Gun
Dopo due bicchieri di vino a stomaco vuoto, sono stata incastrata da mio marito nella visione di questo classicone della categoria “film che ho visto mille volte su Italia 1 ma non ho mai veramente guardato”. Poteva andare peggio, alcune trovate mi hanno persino fatto ridere, ma l’aspetto che ho apprezzato di più è stato il perfetto caschetto biondo di Priscilla Presley, che mi ha fatto questionare tutte le mie recenti scelte tricologiche (insomma, vorrei tornare bionda).
The Addams Family / Values
Stessa categoria del film sopra, ma stavolta ho scelto io. Sono sicura di aver visto entrambi i film più volte, ma è stata la prima volta che ho davvero seguito. Ho ovviamente amato tutto, che volete che vi dica della Famiglia Addams, se non che una volta finiti di vedere i film mi sono scaricata su torrent procurata tutti gli episodi della serie tv degli anni ‘60 per guardarmela appena le temperature si abbassano di un altro paio di gradi.

Linda Linda Linda
Film giapponese su un gruppo di adolescenti che deve suonare al festival della scuola e ingaggia la studente coreana (che è Bae Doona) in scambio culturale come cantante. Tipo School of Rock, ma senza la competitività statunitense e con un’inspiegabile scena onirica piazzata a tre quarti del film. Caruccio, mi ha fatto venire la nostalgia delle autogestioni al liceo.
Battlestar Galactica S1
Sono rimasta stregata da questa serie. Non ci sono storyline che annoiano più delle altre, lə personaggə, nonostante siano introdotti con caratteristiche archetipiche, sviluppano rapidamente una tridimensionalità che permette a chi guarda di essere coinvolto negli eventi, il worldbuilding ha qualche pecca, ma è anche affascinante (replicanti indistinguibili dallə esserə umanə scatenano una guerra, conquistano i pianeti abitati e costringono lə sopravvissutə a fuggire nello spazio alla ricerca di una nuova casa, che secondo una profezia è la nostra terra) per l’intelligenza con cui elabora il mito degli antichi astronauti. Come gran parte delle serie di inizio 2000 c’è un sacco di bonə, un sacco di sesso, e un sacco di sesso tra bonə.
Ascoltare
Sentimental/Magical Garbage
Un podcast dedicato alle ossessioni, alle manie, a quelle storie che a volte vengono liquidate come sciocche, guilty pleasure, trash. Nato nel 2018 per parlare di libri e film da donne, questa ultima stagione si concentra sulla letteratura fantastica, con episodi dedicati a Hunger Games, Shrek e le sirene. Piacevole, discorsivo, intrattiene e accende qualche scintilla (per esempio, io concordo con Traci Thomas sulla non eterosessualità di Katniss, anche se non ci avevo mai pensato, ma ho apprezzato molto, nello stesso episodio, anche la riflessione sul ruolo di produttori e montatori nei reality show) e mi ha spinto a mettere in wishlist il nuovo romanzo della host, Caroline O'Donoghue, Skipshock.
Giocare
This game will end in 205 clicks
Ho fatto una cosa che mi ero ripromessa di non fare e ho scaricato Steam per giocare a questa visual novel brevissima che vede protagonista un supervillain queer flamboyant che cerca di riprendere il controllo della sua narrazione. Mi piacciono le metanarrazioni, che ci posso fare. Il “gioco” è carino ma spero che sia un prequel a qualcosa di più corposo e più giocabile. Nel frattempo ho messo in wishlist un altro gioco della stessa sviluppatrice, In Stars and Time, che è disponibile anche per Switch.
Tiny Bookshop
L’ossessione della seconda parte di questo mese, a cui ho dedicato fin troppo tempo che avrei dovuto passare a riordinare la mia libreria vera. In Tiny Bookshop sei unə libraiə itinerante che si è appena trasferitə in una nuova città e deve quindi scoprire i gusti dellə abitantə in fatto di libri, e creare rete intorno a sé. Nonostante il gameplay ripetitivo (ogni giorno scegli una zona della città, carichi gli scaffali di libri di diverso genere, e ti prepari a consigliarli a chi chiede il tuo aiuto), lo scorrere delle stagioni e le missioni legate a ogni zona finiscono per trasformare dieci minuti di gioco in ore. Insomma, è come Stardew Valley, con i libri al posto dei cavoli, cosa potevo volere di più?
Trail Mix
ovvero briciole di letture online
Sto leggendo in anteprima la raccolta di racconti di Vanessa Fogg, The House of Illusionist e alcune storie mi sono piaciute davvero molto, come Fanfiction for a Grimdark Universe, che potete leggere gratuitamente qui.
A proposito di Dracula (sì, quest’anno il periodo delle letture vampire è arrivato prima del solito), nella mia ricerca di paper mi sono imbattuta nel Journal of Dracula Studies della Kutztown University in Pennsylvania. Inutile dire che ho scaricato decine di articoli accademici che attenderanno pazientemente di essere letti.







I strongly endorse the Galadriel supremacy ✨