Fare pace con Asimov e soccombere alla FOMO - il raccolto di luglio
L'estate porta letture a fumetti, attacchi di panico e romantasy con Massimo Ranieri
Avete presente il gioco dell’oca, con le caselle “avete mangiato troppe mele e vi è venuto il mal di pancia, tornate a casa alla casella uno” o “uno sciame di api vi insegue, correte avanti fino al laghetto della casella 17 e tuffatevici dentro”? Ecco, a luglio il gioco dei recap recita “sei rimasta indietro con i raccolti di maggio e giugno e anche con la stesura del Libro Nuovo, salta due turni e passa direttamente a quello che hai visto, letto e ascoltato questo mese”. Insomma, non è che vi siete persə gli ultimi due raccolti, è che nonostante i buoni propositi ho iniziato solo nelle ultime settimane la buona pratica di appuntarmi pensieri e considerazioni durante il mese stesso e quindi questo raccolto è pronto mentre quelli di maggio (mese pienissimo) e giugno sono ancora in lavorazione.
Luglio è stato anche un mese abbastanza scarso, perché dedicato alla scrittura più che alla lettura, punteggiato di problemi di salute e conclusosi (mentre scrivo queste parole) con l’inizio delle vacanze al mare, dove continuerò a scrivere, ma dove spero anche di poter leggere qualche pagina in più durante le fughe in spiaggia.
E adesso andiamo, senza indugi, che il mese sta per finire.
Vedere
The Last Starfighter
In questa caldissima estate continua la mia missione di recupero film trash/cult/vecchi. The Last Starfighter (1984) è un divertente sci fi action portato in Italia con il criminale titolo Giochi Stellari (e in effetti la colonna sonora di Craig Safan ha un debito inestinguibile con John Williams). La premessa: un videogioco che nasconde un sistema di reclutamento per piloti spaziali. La realizzazione: molto leggera, con un villain ricolo e ridicolmente simile a Jim Carrey nei panni del Conte Olaf, il solito alieno razzializzato e il precoce fratellino del protagonista sempre in bilico tra il farti ridere e il farti decidere definitivamente per la chiusura delle salpingi. Ma è anche una deviazione (per quanto piccola) dal classico viaggio dell’eroe, con un protagonista che ha conquistato il suo superpotere a forza di giocare al cabinato vicino casa piuttosto che essere il prescelto per destino o discendenza. Lo spunto iniziale mi ha ricordato Ender’s Game (di Orson Scott Card - MERDONE ALERT! Prima di decidere di finanziare questo autore, che è ancora vivo, sappi che è famoso per la sua omofobia), in cui la guerra viene nascosta dietro il velo della simulazione e il protagonista si rende conto troppo tardi di aver partecipato attivamente a un genocidio; per puro caso questo è anche il tema del racconto di Luca Giommoni che trovate nel quinto volume di Specularia Dicarta e che è adesso in preorder (sì scusate, piccolo spazio pubblicità) ma in generale quello dell’uso dei videogiochi nella letteratura fantascientifica è un tema che mi piacerebbe affrontare in futuro, da qualche parte.
Foundation S01
Capisco le critiche dei fan di Asimov sulla poca aderenza della serie ai romanzi della saga, ma per quanto mi riguarda va benissimo così. Anzi, la storyline che ho apprezzato di più è quella della dinastia genetica, che è farina del sacco dello showrunner, David S. Goyer. Viceversa, sono totalmente disinteressata a quello che succede su Terminus, vorrei urlare dalla frustrazione ogni volta che compare Salvor Hardin sullo schermo (ma non avevamo decostruito questa cosa della Chosen One da parte di mamma?), campionessa di plot armor che non si merita un patatone come Hugo, (ovvero Amos di The Expanse in un font diverso). Apprezzo il fatto che la writing room abbia ben chiare le priorità e ci mostri un Lee Pace desnudo in ogni episodio, meno che provino a inserire scene di sesso à la Game of Thrones ma è tutto così vanilla da essere soporifero.
The Goonies
Questo film mi è inspiegabile. So di avere almeno 25 anni di troppo per essere il suo pubblico di riferimento, ma un buon prodotto per ragazzə non dovrebbe restare godibile per un’adultə (soprattutto se summenzionata adulta poco tempo fa ha pianto guardando Shrek 4)? Invece qua, purtroppo, tra personaggə insopportabili (perché scrittə così, perché erano gli anni ‘80, baby) e una trama mpfh, mi sono trovata a dare fondo alle riserve di sospensione dell’incredulità senza riuscire comunque a godermi la visione. Salvo comunque Josh Brolin che ha camminato in pantaloni della tuta con sopra gli short perché Steve Harrington potesse correre.
Puss in Boots
Finita la saga di Shrek ci siamo buttatə sugli spin-off, anche se, da non amante dei felini, questa origin story mi ha lasciato abbastanza indifferente quando non lievemente a disagio perché (lo dico solo a voi, ok?) forse Humpty Alexander Dumpty finirebbe sulla mia hear me out cake. Ok, l’ho detto.
Leggere
What the River Knows
Diventare adulte significa anche accettare che certi libri potranno piacerti, nonostante siano brutti. Questo primo volume della dilogia Secrets of the Nile di Isabel Ibañez è un brutto libro, e un pessimo romanzo fantasy. E però la quantità di pensieri, palpitazioni, e mugugni che ho dedicato alla relazione tra lə protagonistə è imbarazzante per una signora della mia età.
Intanto iniziamo con il puntualizzare che nonostante questo romanzo sia spacciato per romantasy, la parte -asy appare posticcia, superflua allo svolgimento della trama, con un sistema magico messo lì per pure questioni di marketing. Un’altra cosa per cui viene spacciato questo romanzo è una storia in cui The Mummy incontra Death on the Nile e io sono una millennial semplice, non posso resistere se viene messo in ballo il mio bi awakening. Purtroppo però la dinamica tra Inez e Whit non ha nulla a che fare con quella tra Evelyn e Rick. Nonostante questo sono rimasta appesa a questo slow burn fino all’ultima (criminale) pagina e al suo cliffhanger che mi costringe a leggere il seguito, perché… perché in Inez ho trovato sentimenti che anche io ho provato in passato, e nelle sue parole ho trovato riflesso quello che a volte non mi sono concessa di provare. Questo romanzo, infine, mi ha aiutato a scoprire il mio romance trope preferito, che è ovviamente un trope che non esiste: il lovers to friends, ovvero il modo migliore di recuperare la pace e la relazione prima che sia troppo tardi.

Strange Pictures
Il libro più chiacchierato dell’estate è questo giallo dell’autore giapponese Uketsu pubblicato in Italia da Einaudi con gran battage pubblicitario (io però me lo sono letto in inglese che avendo nasato la ciofeca mi sono risparmiata quei diciotto euro). Quello su cui hanno puntato in CE per vendere questo libro è il fatto che l’autore sia anonimo e mascherato, perché in effetti non è che potessero puntare sulla qualità della scrittura, o sulla forza dell’intreccio narrativo. Strani disegni non è infatti niente di più di una settimana enigmistica delle creepypasta, senza però le creepypasta (che erano il motivo per cui mi sono lasciata abbracciare dalla FOMO e ho deciso di leggere ‘sta cosa), un debolissimo romanzo giallo dove la risoluzione dell’enigma si intuisce subito, e comunque non ci interessa. Ve lo concedo solo se state a rota di true crime, ma comunque i quesiti della Susi sono costruiti meglio e costano meno.
Papermitologia
Perché nulla aiuta a gestire gli attacchi di panico come i fumetti di Topolino, ancora meglio se sono raccolte di storie a sfondo mitologico (se vi interessa, e dovrebbe, sappiate che è una pubblicazione bimestrale, nel numero di luglio c’è una storia con Amelia nei panni di Circe, il prossimo esce a settembre).
The River Has Roots
Una novella delicatissima, una fairy tale che si concentra sul rapporto tra due sorelle che vivono tra i salici, al confine tra il nostro mondo e quello degli esseri fatati. Mi ha affascinato il sistema magico, che però purtroppo si intravede soltanto nelle cento pagine scarse di questa storia e che tratteggia le connessioni tra grammaire e grimoire, e devo ammettere che pur essendo una grande fan delle storie brevi, qua avrei voluto avere più tempo e più parole per entrare in questo mondo. Se però vi piacciono i mondi incantati, le canzoni e le ballate, e le storie di amore e sorellanza, probabilmente vi piacerà anche questa storia (che si spera qualche CE porti anche in Italia, magari).
Trail Mix
Ovvero tutto quello che non rientra nelle altre categorie
Ho trovato molto interessante questo videoessay su moda, genere e fantascienza. Ci trovate dentro anche un sacco di film che meritano di essere recuperati.
Ho provato ad ascoltare Epic the musical
per togliermi dalla testa Hadestown, con il risultato di tornare a ossessionarmi con quest’ultimo.
E poi basta, ho scritto, scritto, scritto, letto saggistica e paper legati a quello che sto scrivendo e scritto ancora. Ho avuto giornate buone e giornate pessime, e ho preso finalmente possesso della sdraio a dondolo nella casa al mare.
Cosa mi aspetta ad agosto? Giornate davanti al pc, pause al mare, un paio di libri coinvolgenti che ho in lettura al momento e che finirò nei prossimi giorni. Cosa mi aspetto da agosto? Più serenità del mese appena trascorso, e di finire almeno uno dei libri che ho messo in TBR all’inizio dell’estate
E voi cosa vi aspettate da questo agosto? Fatemelo sapere nei commenti, nel frattempo vi auguro buone letture; che le vostre pagine possano sempre essere flessibili al punto giusto e le batterie dei vostri reader sempre cariche.






