Gli spettri del capitalismo, tra cloni e viaggi nel tempo - Il raccolto di febbraio 2025
Del resto, che newsletter di fantascienza sarebbe se non vi facessi viaggiare nel tempo?
Sì, lo so, nel raccolto di gennaio promettevo mensilità, puntualità, ma anche poca serietà, e quindi eccoci qua: primavera inoltrata, ultimo giorno di marzo, e questo è quello che ho visto e letto (e basta, è stato un mese di libri e film) a febbraio.





È più facile credere nell’aldilà che nella fine del capitalismo
Ok, lo ammetto, Tomorrow, and Tomorrow, and Tomorrow è stato uno dei miei booty del 2023, l’ho amato per tutti i mondi che ci sono dentro, quelli di carta e quelli di pixel. Poi purtroppo mi è stato segnalato il sostegno dell’autrice all’illegittimo stato di Israele e devo ammettere che ero dispiaciuta di dover rinunciare alle storie di Gabrielle Zevin. Per fortuna esistono le biblioteche, escamotage al desiderio di non supportare economicamente quelle persone di cui non si condividono gli ideali (gli ideali, dico, non le opinioni. Intendo quelle persone che discriminano, vilificano, eliminano culturalmente o fisicamente intere categorie di persone perché diverse da loro. Intendo persone che supportano genocidi o pensieri omolesbobitransfobici, non persone che la pensano diversamente da me sull’annosa questione del quando si entra in casa di qualcunə è buona norma togliersi le scarpe?
Dicevamo.
Altrettanto fortunatamente, una volta aver preso in prestito Elsewhere in biblioteca, mi sono resa conto che forse Tomorrow x3 è stato un vero colpo di fortuna nella carriera di Zevin, e che tutto sommato posso pure smettere di leggerla.


Sì, è vero, Nord sta benjaminbuttizzando la bibliografia di Zevin e dopo aver pubblicato con estremo successo il suo romanzo più recente sta procedendo a ripubblicare i suoi vecchi titoli con copertine più accattivanti, quindi è normale che Tomorrow sia un testo più maturo. Detto questo, Elsewhere, che è stato pubblicato negli Stati Uniti nel 2005, nel 2005 doveva rimanere.
Un po’ Amabili Resti un po’ Colpa delle stelle, la storia della quindicenne Liz, morta in un incidente stradale e risvegliatasi durante una crociera sul nilo (?!?), è un accrocchio di buoni sentimenti e pessimo worldbuilding oltremondano, nonché manifesto dell’incapacità degli statunitensi di immaginare un mondo in cui non devi lavorare anche da morto per guadagnarti il diritto di vivere. Bonus: a proposito di Benjamin Button, c’è un grande problema di age gap nelle relazioni di questo romanzo.
Questo significa forse che mi sono trattenuta dal piangere per un terzo del libro? No, ovvio, ma come dico sempre, non potete fare affidamento sulle mie lacrime.
Everything stays, soprattutto il mio amore per questo mondo
E a proposito di lacrime, in questo (quel?) freddo febbraio, notoriamente mese in cui finisco in pronto soccorso per coliche renali o finisco le scorte di ansiolitici perché, suvvia, è febbraio, mi è venuta la brillante idea di guardare Adventure Time: Fionna & Cake, ovvero il sequel di Adventure Time, ovvero la serie che mi ha fatto piangere di più in tutta la mia intera esistenza. Come è andata? Non ve lo dico neanche. (Nota dal futuro: non contenta, poco meno di un mese più tardi Angela ha pensato che fosse una buona idea riguardare l’ultimo episodio di Adventure Time. Ha promesso a se stessa che non lo farà mai più. Fingiamo di crederle.)

The Expendable of Theseus
Al che mi sono detta: aspetta che trovo qualcosa di leggere da leggere, che questo mese sta diventando un buco nero. Ho scelto Mickey 7 di Edward Ashton e ho scelto male. Il romanzo è molto interessante (il film non l’ho ancora visto) e ve ne consiglio la lettura, ma ero partita aspettandomi una cosa (colonizzazione spaziale, personaggio divertente à la Andy Weir, più azione che riflessione) e mi sono ritrovata davanti una solida riflessione sull’identità e sullo sfruttamento del corpo nel lavoro. Alla mia ipocondria non è piaciuto, ma a me molto.
Altro tipo di riflessione sul lavoro e sulla sua assenza è quella che si trova in Nero. Il complotto dei complotti di Luca Giommoni per effequ, di cui ho avuto la bella opportunità di parlare direttamente con l’autore durante la presentazione che si è tenuta il 19 febbraio a Bologna in libreria La confraternita dell’uva.
Oltre a confermare il mio sospetto che Padre Pio fosse un busenga, abbiamo esplorato i molteplici temi di questo bel mattonazzo di quasi quattrocento pagine in cui si mischiano la più deprimente realtà lavorativa del nostro paese, tra burocrazie che vampirizzano il tempo e dottrine del volere è potere, e un immaginario di alieni, viaggi nel tempo, complotti e controcomplotti in grado di dare una bella sferzata alle categorie del genere (quella cosa stupida che vuole una storia essere solo fantascienza o molto più che fantascienza with no in between) e trascinare lə lettorə nella vita (ma anche nella morte e nei miracoli) di Nero.
Robot per maschiettə, principesse per femminuccə, mostri e spettri per tuttə
Dai cloni sono poi passata ai robot con The Wild Robot che ho guardato per i seguenti motivi:
ma devo ammettere che adesso, a due mesi di distanza, non mi è rimasto molto di questo film se non la tenerezza e quella punta di Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare che mi ha deliziato. E foxy Pedro Pascal, ovviamente.
Nel frattempo mi sono letta con piacere (e con un po’ di rimpianto per il momentaneamente ridotto al coma farmacologico progetto di ninnole e nannole) il saggio di Giusi Marchetta pubblicato da add editore Principesse - Eroine del passato, femministe di oggi, che come dovrebbe fare la buona saggistica pone un sacco di domande senza avere la pretesa di sapere le risposte.
Sul fronte saggistica ho affrontato anche Spettri: La casa infestata come archivio di Marina Pierri per Einaudi, che soffre la lunghezza (anzi la brevità) del testo e che forse avrebbe avuto bisogno di un respiro più ampio per spiegarsi meglio, ma che ho letto soprattutto in previsione di Gotico Salentino, romanzo d’esordio di Pierri che uscirà (vabbè ormai è già uscito e me lo sto anche leggendo in questo momento) anch’esso per Einaudi. Preparatevi: i prossimi mesi con me saranno pieni di case infestate (e capirai che novità).
Lastly, almeno per febbraio, mi sono guardata Your Monster, film teratofiliaco consigliatomi su instagram da una di voi dopo Lisa Frankenstein. Scritto e diretto da Caroline Lindy, devo dire che mi ha intrattenuto e divertito, anche se, beh, il finale è un po’ l’equivalente mostruoso de il tesoro sono gli amici che ci siamo fatti durante il percorso, solo che in questo caso si tratta di una bestia, e il significato di farsi è quello più gergale.
Bene, per questo (quel) mese è tutto, questa esperienza mi insegna che i raccolti vanno fatti uscire quando la stagione è giusta perché se aspetto troppo tempo per mettere in fila le idee, le idee evaporano. Per fortuna su quello di marzo ho già iniziato a lavorare. Ci sentiamo tra qualche giorno, nel frattempo, come sempre, buone letture; che le vostre pagine possano sempre essere flessibili al punto giusto e le batterie dei vostri reader sempre cariche.




